S t a t e m e n t s
H o m e G a l l e r y E x h i b i t i o n s P r e s e n t a t i o n P r e s s C o n t a c t L i n k s
E n g l i s h F r a n ç a i s D e u t s c h
|
di
F
r a n c o C a m p e g i a n i
Due sono le spinte fondamentali della scultura di Teo Schatz: una aggregante e magmatica, l'altra lacerante e proiettiva. Potremo parlare di Yin e di Yang, di femminile e maschile in rapporto armonico tra di loro. Ci sono forme in cui predomina l'abbraccio, la tenerezza, ed altre in cui prevale la forza prorompente ed aggressiva. Figure ovulari e sferiche si alternano a figure ascensionali e cilindriche. Da un lato la massa materica e dall'altro lo svolazzo eterico. La terra e il cielo, l'orizzontale e il verticale: questi i grandi archetipi dello scultore svizzero, da qualche anno trapiantato in Italia (a Marino, nei dintorni di Roma). Impegnato in una ricerca artistica fondata sull'equilibrio, di pari passo ad una ricerca spirituale e psichica di tipo evolutivo, egli dà corpo a forme essenziali appaganti, armoniose, serene. Sono vele spiegate, panneggi barocchi, serpentoni bronzei che si snodano e si annodano a significare i grovigli esistenziali, i tranelli in cui l'anima s'impiglia, ma da cui sa sciogliersi con dolorosi strappi materici e meditativi. Ci sono nastri che danno l'idea dell'infinito; anelli che s'incrociano cambiando forma a seconda dell'angolo visuale e offrendo la sensazione di una corsa evolutiva della vita verso l'Omega, che è poi anche l'Alfa, e dunque verso l'Assoluto. Le sfere bronzee hanno invece il senso della compattezza e sono attraversate da fenditure e spacchi profondi, da scavi violenti e forze erosive, ma anche da concrezioni massicce che i millenni dovranno levigare. Interessanti, in questo bradisismo, sono i sassi bronzei, perfettamente lisciati e patinati, memorie di impetuosi rigurgiti lavici che i secoli hanno saputo addolcire e limare. E che dire delle spirali? Qui le due spinte archetipiche di cui abbiamo parlato, e che costituiscono la "Weltanschauung" di Teo, la sua visione del mondo curvilinea e rettilinea ben amalgamata, aprono finestre su un cosmo al tempo stesso ciclico e progressivo, circolare ed evolutivo. Teo Schatz lavora su forme essenziali, e dunque sui principi originari della vita e del mondo. Una scultura, la sua, paradossalmente biomorfica e geometrica, matematica e vitalistica. Non sembri, questo, un controsenso: l'essenziale non equivale all'astratto, ma è la forza stessa, il ritmo e l'interna regola di ciò che vive. |
© 1999 - 2007 TeoS - Teo Matthias Schatz