| MATTIA, Vocabolario della serenità |
Il determinismo è un'assunzione mentale indimostrabile, ma non è per questo meno indispensabile.
Non occorre affermare un determinismo assoluto ed universale. Per ottenere previsioni affidabili, basta scegliersi delle "regioni" dello spazio-tempo nelle quali ci si possa comportare come se i fenomeni fossero regolati deterministicamente.
Da questo punto di vista (galileiano), le altre eventuali "regioni" semplicemente non ci interessano.
Sennonché, dopo aver spremuto ben bene per qualche secolo il cavallo della scienza, gli addetti ai lavori si sono accorti che nuovi significativi risultati "pratici" potevano essere acquisiti solo con investimenti economici sempre più enormi e sempre più difficili da ottenere. Così hanno invaso il campo della filosofia e si son messi a discettare di "indeterminazione", "fluttuazioni quantistiche", "tao della fisica", "principio antropico" e quant'altro.
Nulla di male se questi nuovi interlocutori si attrezzano adeguatamente sul piano filosofico e non pretendono di accampare nel nuovo dominio le "referenze" acquisite nel vecchio, o di portarsi dietro senza nessuna cautela quel metodo e quelle "prove sperimentali" che hanno assicurato alla vecchia scienza il più che meritato prestigio.
Importante è non confondere lo scienziato che fa previsioni utili e certe (di tipo galileiano) con quello che fornisce solo spiegazioni a posteriori e sempre "accomodabili" (di tipo darwiniano o freudiano). Non che queste ultime siano meno "utili", ma lo sono su un altro piano; e non è detto che chi è disposto a investire risorse per risultati del primo tipo lo sia altrettanto per risultati del secondo tipo.
Che i venditori cerchino di imbrogliare le acque, può essere comprensibile: tocca ai compratori non lasciarsi rifilare un gatto al posto di una lepre.
Un bell'esempio in un campo non tanto remoto dagli interessi quotidiani e generali è la diatriba "scientifica" sulla relazione causa-effetto tra il virus HIV e l'AIDS...
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