| MATTIA, Vocabolario della serenità |
Ogni soddisfazione di desiderio o di appetito ("ricavo") ha un "costo".
La tua serenità corre grandi pericoli se, preso dalla passione del momento, agirai senza valutarne preventivamente i costi palesi ed occulti, immediati e a più lunga scadenza.
Potresti obiettare che è difficile valutare i costi: quali sarebbero le unità di misura adeguate?
Ma il più delle volte non è necessaria un'approfondita analisi quantitativa: è sufficiente un rapido elenco dei costi e dei ricavi, e spesso per avere la risposta basta fermarsi un momento a porsi la domanda.
Restano, certo, le preferenze soggettive: «Dove c'è gusto non c'è perdenza». Ma il saggio è abituato a mettere sulla bilancia le sue preferenze in modo esplicito, senza contrabbandare - neppure di fronte a se stesso - il capriccio del momento per "solidi argomenti razionali". Diverse sono le attese (e diversamente brucianti le frustrazioni) in chi investe le proprie risorse come un lavoro e in chi consapevolmente rischia una puntata alla roulette: il primo si aspetta un compenso come dovuto, il secondo si consola facilmente dicendo che è un gioco.
D'altra parte, la sopravvalutazione dei costi passati è per la serenità una minaccia ancora più grave della sottovalutazione dei costi futuri, anzi molte volte ne è la premessa: così mangiamo più del necessario perché "ormai è preparato" e "altrimenti si spreca"; e così si rischia di sprecare davvero con un bel mal di pancia anche ciò che fino a quel momento si era mangiato con gusto.
Il saggio imparerà ad abbandonare senza indugi e senza rimpianti qualsiasi "investimento" passato, non appena valuterà che il tentativo di salvarlo finirà col costargli più della perdita costituita dall'abbandono stesso.
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