MATTIA, Vocabolario della serenità

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CORTO CIRCUITO


Il corto circuito mi è sempre parso un fenomeno misterioso. Ultimamente mi è accaduto di interpretarlo come la via imboccata dalla natura per disinnescare distruttivi fenomeni "narcisistici" o, per così dire, "autoerotici".

In logica, il corrispettivo del corto circuito è la contraddizione in senso stretto («idem de eodem sub eodem respectu affirmare et negare»), da non confondere con le cosiddette negazioni "dialettiche" (che, appunto, "allungano il percorso", evitando il corto circuito).

In etica, il rischio di corto circuito mi vieta di amare impunemente me stesso in modo narcisistico (il classico mito di Narciso, per l'appunto): per amare me stesso in modo costruttivo è necessario interporre l'amore di qualcun altro (il "prossimo") a far da resistenza nel movimento di ritorno dell'amore verso di me.

Splendida la "versione" di Tagore:

«Dormivo e sognavo che la vita era gioia;
mi svegliai e scoprii che la vita era servizio;
mi misi a servire e trovai che il servizio è gioia
».

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Esempi di corto-circuiti evitati o da evitare:

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Non disponiamo di una metafora fisica altrettanto efficace, ma i circuiti troppo lunghi possono essere altrettanto malsani di quelli troppo corti. Penso a tutti quei "meandri" che sembrano inventati apposta per farci perdere il controllo dei meccanismi in gioco, impedendoci di identificare i "responsabili" di certi fenomeni:



Armonici:


Assicurazioni - coerenza - egoisti - pedalare - rallentare - risonanza - troppo - volontariato.