| MATTIA, Vocabolario della serenità |
Ogni volta che sento i laici protestare per gli interventi del Papa mi chiedo perché, invece di lamentarsi del suono delle altrui campane, non si interrogano sul corretto uso delle proprie trombe: se davvero sono convinti della validità dei propri argomenti e dell'intelligenza della gente (altrimenti non dovrebbero essere paladini del suffragio universale), perché preoccuparsi più di tanto di chi fa il suo mestiere di predicatore?
E tuttavia: anche protestare perché qualcuno suona le sue campane può essere un modo efficace di suonare le proprie trombe: è la vecchia tattica militare del «fuoco di controbatteria» consistente nel dirigere il fuoco dei propri cannoni sui cannoni dell'avversario.
Allo stesso modo, l'avvocato difensore che non sa o non può demolire gli argomenti dei testimoni d'accusa (o anche solo ritenendo che tale lavoro di demolizione sarebbe troppo complesso e, quindi, meno efficace sulla giuria), prende la «scorciatoia» e cerca di screditare i testimoni stessi.
Non ci sfugga, però, che stiamo parlando di contesti di "guerra", in cui ciascuno teme di essere sopraffatto e cerca di difendersi sopraffacendo a sua volta. È chiaro che per il saggio non può essere questo l'ambiente ideale in cui vivere, anche se non sempre riuscirà a tenersene fuori.
Al di là di particolari momenti di necessarie scelte drammatiche, egli lavorerà al superamento dello stato di guerra, in favore di un clima di collaborazione pacifica, nel quale ciascuno possa svolgere al meglio il compito più confacente alle proprie capacità.
Armonici: