MATTIA, Vocabolario della serenità

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CALCOLARE


Prendere l'abitudine di valutare le quantità in gioco mediante qualche calcoletto, è una delle precauzioni salva-serenità

Prendiamo l'esempio del debito pubblico italiano.
Dopo un certo numero di anni nei quali la spesa superava costantemente le entrate, non era difficile prevedere che prima o poi qualcuno quei debiti avrebbe dovuto pagarli.
A cose fatte, non serve a nulla discutere su chi ha mangiato di più o di meno; né possiamo ragionevolmente aspettarci un tenore di vita medio migliore di quando ancora riuscivamo a vivere indebitandoci: toccherà produrre di più e/o consumare di meno.

Veniamo alle pensioni. Non si finisce più di discutere sulla sostenibilità del sistema attuale, nato in tempi di molti contribuenti a fronte di pochi pensionati, oltre che in clima di indebitamento sistematico.
Parlare di "secondo" e "terzo pilastro", senza spiegare che rendimento se ne può ragionevolmente attendere, è solo fumo negli occhi: qualcuno dovrebbe spiegarmi perché un amministratore privato dei fondi che gli affidiamo in vista della nostra pensione dovrebbe rivelarsi alla lunga più disinteressato e più solido dello Stato.
Si fa molto prima a stabilire una pensione "sociale", finanziata a carico della fiscalità generale e modulabile nell'importo e nella durata sullo stato generale dell'economia, e dire chiaramente che tutti gli altri contributi previdenziali, volontari nell'ammontare e nella durata, frutteranno una pensione aggiuntiva calcolata con criteri puramente attuariali (sistema contributivo secco).
In attesa che i politici si mettano d'accordo, chi vuol vivere sereno farà bene a mettersi da subito in questa prospettiva, considerando i contributi obbligatori come tasse a tutti gli effetti e l'eventuale pensione "pubblica" come manna dal cielo, ed imparando a fare qualche calcolo per investire in modo non speculativo (perché non direttamente in titoli di Stato a medio-lungo termine?) quei soldi sui quali conta di ricavare un reddito aggiuntivo quando lo riterrà opportuno.
Quanto a far lavorare altri con i propri capitali, sperando di poterne ricavare un utile che almeno recuperi l'inflazione, il pensiero di quanti "finanzieri" cercano di guadagnarsi da vivere interponendosi tra i soldi dei risparmiatori e gli eventuali "imprenditori" che ne hanno bisogno per produrre "beni reali", dovrebbe gettare molta acqua sulle illusioni.

Il discorso scivola spontaneamente sulle "catene di Sant'Antonio", che ricicciano continuamente sotto le forme più fantasiose proprio perché pochi si fermano un momento a fare qualche calcolo: si capirebbe subito che, dopo pochi "livelli", l'esplosione esponenziale dei partecipanti deve per forza lasciarne a bocca asciutta la stragrande maggioranza. Per bene che vada ai primi (pochi), sarà sempre a spese dei tanti che non troveranno più "clienti" cui vendere le "azioni".

La troppo diffusa antipatia per la matematica non basta a giustificare la pigrizia. Il più delle volte non è necessario fare dei calcoli precisi: basta prendere l'abitudine di porsi qualche domanda sugli aspetti quantitativi. La voglia di vederci più chiaro può venire in un secondo momento, se nasce il sospetto che ne valga la pena.

Agli schizzinosi che mai vorrebbero pensare a se stessi come a dei gretti "calcolatori", suggerisco un'incursione nei Vangeli, facendo caso a quante volte si parla in termini positivi dell'atteggiamento qui suggerito. Qualche esempio:

Sorpresi? si potrebbe continuare... senza dimenticare, naturalmente, le messe in guardia contro il troppo.



Armonici:


Affari - anziani - offese - politica - risparmio - spreco - statistiche - troppo (e troppo poco).