MATTIA, Vocabolario della serenità

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BICCHIERI

Il bicchiere "mezzo pieno" o "mezzo vuoto" è uno dei classici "motivi" cui ci si appiglia quando si vuole troncare una discussione senza vie d'uscita, quasi che una tesi valga l'altra. Ma a torto!

La realtà importante - il "bene" a nostra disposizione - è il contenuto del bicchiere, e quindi la sua parte piena, piccola o grande che sia.

Chi vede il bicchiere "mezzo vuoto" è un povero infelice che non sa godere di quello che ha, e passerà la vita ad imprecare contro supposti usurpatori del suo "diritto" di avere un bicchiere sempre completamente pieno. Per convincersene, basta vedere cosa succede versando il contenuto di un bicchiere pieno in uno più grande o, viceversa, versando il contenuto di un bicchiere semipieno in uno più piccolo.

Il problema, allora, non sta nel contenuto ma nel bicchiere, ossia nelle mie aspettative. E poiché le dimensioni di queste ultime sono variabili a piacere, è su di esse che occorre lavorare se mi sta a cuore la serenità.

Vedere un bicchiere "mezzo vuoto", quindi, è una malattia del proprio «atteggiamento»: chi vuol essere sereno e diffondere serenità, dopo aver preso atto della propria malattia e dei suoi sintomi, cercherà di guarire con opportuna "ginnastica correttiva".

Esercizio: quando prendi la busta-paga, non piangere sulle "trattenute": goditi il "netto"!

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«In ogni singolo istante della tua vita, quali che siano le circostanze esterne, tu hai altrettante ragioni per essere felice che per essere infelice. Quindi non v'è ragione per spingere un uomo a sperare alcunché dal proprio futuro e a ritardare anche di un solo istante il momento in cui poter essere perfettamente felici».
      (MARK FISHER, Tanto può il cuore, Bompiani 2002, pag. 66)



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