| MATTIA, Vocabolario della serenità |
La sopravvivenza del "più adatto" è uno di quei concetti che spesso danno origine a interminabili discussioni. HUMBERTO MATURANA e FRANCESCO VARELA, per esempio, non sopportano il comparativo (v. L'albero della conoscenza, p. 103): secondo loro, per sopravvivere in un dato ambiente, basta essere "adatti", non occorre essere "più adatti".
Questa, però, è una visione statica, abbastanza incongrua parlando di evoluzione. Certo che, finché si sopravvive, basta essere adatti. Ma appena qualche soglia di sopravvivenza viene superata (ossia qualche parametro dell'ambiente diventa critico), sopravviverà solo chi si troverà più lontano da quella soglia: solo questo intenderemo per "più adatto".
E' vero che raramente è possibile prevedere con certezza quali parametri diventeranno critici, e quindi non è possibile riconoscere in anticipo chi è "più- adatto". Ma questo non invalida il concetto comparativo, perché nella scienza parliamo sempre di probabilità, e la probabilità è sempre un numero più o meno prossimo all'unità, indipendentemente dal fatto che siamo in grado di calcolarne il valore.
Il valore di queste considerazioni ai fini della serenità è chiaro: il saggio terrà d'occhio le soglie e s'ingegnerà di tenersi a distanza di sicurezza da quelle "critiche", quando non riterrà opportuno o possibile far qualcosa per spostarle o stabilizzarle.
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