MATTIA, Vocabolario della serenità

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ACCELERAZIONE

Le imprese spaziali ci hanno avvertiti del fatto che l'organismo umano non ha difficoltà a muoversi anche con velocità elevatissima, ma va in crisi abbastanza rapidamente se cresce l'accelerazione.

D'altra parte, appartiene alle nozioni elementari della fisica il fatto che l'applicazione prolungata ad un corpo libero di una forza, anche piccola, lo accelera.

Come al solito, le leggi della fisica possono essere metafora delle leggi psicologiche e sociologiche, e possono aiutarci ad illuminare un po' la vecchia controversia tra "progressisti" e "conservatori".

Per salvaguardare l'integrità di qualsiasi struttura non è necessario che tutto si fermi: basta che si muova di moto uniforme o anche uniformemente accelerato, ossia che le accelerazioni non siano improvvise e di grandezza eccessiva.

D'altra parte, guai a non fermarsi in tempo nell'applicazione di una forza per il solo fatto che inizialmente appare benefica: ben presto si sconfinerà nel "troppo", col rischio che esploda tutto.

Quando la natura evita questo rischio (sono i casi "riusciti", i soli dei quali fa piacere occuparsi), lo fa "modulando" una forza con un'altra, variamente angolata rispetto alla prima. I casi-limite dell'attrito e dell'inerzia consentono di assorbire le piccole perturbazioni casuali e di "conservare" finchè è possibile le strutture esistenti; c'è poi tutta la gamma delle traiettorie curvate fino a chiudersi su se stesse, per cui l'accelerazione, invece di produrre un aumento esplosivo della velocità, dà origine a strutture nuove di livello più elevato. Nasce così il miracolo della natura che, pur senza arrestarsi mai, ricomincia sempre daccapo. Ed è possibile dare soddisfazione ai patiti dell'«indietro non si torna», senza scontentare i nostalgici, i quali possono sperare di recuperare esperienze del passato non remando contro corrente, ma andando avanti e raggiungendole alle spalle.

Lezione utile per chi aspira a "governare" le "passioni", proprie ed altrui. Guai ad affidarsi ad un solo "principio", per quanto elevato. Tutti i fondamentalismi e i giacobinismi derivano da "monomanie".

Ecco perchè Gesù, a chi gli chiedeva quale fosse IL comandamento "massimo", ne fornì DUE; e nonostante la formulazione assoluta del primo («Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, e con tutta la tua mente»), pure disse che «il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Molti dei guai causati dagli uomini lungo la storia derivano dall'accanimento col quale si cerca di "ridurre" ad UNO ciò che è irrimediabilmente molteplice, almeno per quegli esseri finiti che noi siamo.



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